L'Ariostea non e' in vendita. Parola di Federica Minozzi

L'Ariostea non e' in vendita. Parola di Federica Minozzi

Si presenta alla stampa in splendida forma Federica Minozzi.
E se tra i nemici numero uno dei progettisti abbiamo sempre annoverato le fughe, ossia lo spazio tra una piastrella e l'altra occupato dalla malta cementizia, forse queste nuove lastre faranno da richiamo a quei progettisti che avevano preso le distanze dalla ceramica?
«E' il tema di una delle campagne portare avanti dal gruppo, che è quello di progettare senza limiti, senza interruzioni, in assolutalibertà progettuale. Anche nella natura diffi cilmente troviamo superfi ci così estese, quindi tra i plus di "Maximum" annoveriamo anche la continuità di superficie»
Certo è che maneggiarle sui cantieri non deve essere semplice...
«E' vero, per questo ci stiamo attivando per organizzare corsi di formazione per facilitare la messa in opera di queste grandi superfici»
Cosa c'è di vero sulle voci di Sassuolo, che parlano di una possibile vendita di Ariostea?
«Mi viene da sorridere, mi perdoni, anche perché abbiamo recentemente deliberato ingenti investimenti di cui entreremo nei dettagli solo a settembre, che riguarderanno l'unità produttiva Ariostea e che trasformeranno l'azienda di Castellarano in un vero gioiello tecnologico. Si parla di grandi lastre ancora più innovative.
Una ristrutturazione che va esattamente nella direzione opposta alle chiacchiere di paese. Ariostea non è in vendita e rimane un gioiello di famiglia»Come si contrasta la crisi del settore?
«Bisogna essere esclusivi, produrre materiali difficili da realizzare, anche dal punto di vista tecnologico, essere sempre un passettino avanti alla concorrenza »
La ceramica continueremo a produrla a Sassuolo?
«Direi di si, noi abbiamo stabilimenti in Germania e America, ma è da qui che esce la ricerca , che escono le idee e i nuovi materiali. Poi ci copiano è vero, ma noi rimaniamo i titolari della creatività»
Terna, gli investimenti finanziari.... la famiglia Minozzi crede ancora nel ceramico?
«Mio padre ha sempre avuto la passione per gli investimenti fi nanziari, e devo dire che nel tempo gli hanno reso anche bene, però lui fondamentalmente rimane un industriale della ceramica; se voi vedeste la passione con cui guarda le unità produttive, la capacità di guardare avanti anche oltre la crisi»
C'è chi vede Sassuolo come un grande hub, dove atterrano i turchi, gli americani...
«A loro manca quello che dicevo prima, la fantasia , la creatività, possono vantare costi produttivi più bassi ma il know how che abbiamo qua non possono portarselo a casa; devono venire da noi per conoscerlo da vicino. Io lo giudico positivamente; è anche l'occasione per un confronto ravvicinato, che può aiutarci a crescere!»

Fonte:Distretto Ceramico
Autore:(Roberto Caroli)

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